PROPOSTE PROGRAMMATICHE ASSOAFOP 2026-2030 PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E PER LE POLITICHE DEL LAVORO IN PUGLIA

Ieri a Bari ASSOAFOP (Associazione degli Organismi Formativi Accreditati per la Formazione Professionale), con la Presidente dott.ssa Silvia Nascetti e una delegazione del Direttivo, ha presentato all’Assessore regionale Eugenio Di Sciascio le proprie Proposte Programmatiche 2026-2030 per un nuovo modello di formazione professionale e politiche del lavoro in Puglia.

  • Obiettivi chiari: competenze, occupazione, innovazione, trasparenza, inclusione e pari opportunità.
  • Un confronto importante per costruire una Puglia più dinamica, moderna e vicina ai bisogni reali di cittadini, imprese e organismi formativi.

le PROPOSTE PROGRAMMATICHE ASSOAFOP 2026-2030 PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E PER LE POLITICHE DEL LAVORO IN PUGLIA nascono dall’esigenza di promuovere un vero e proprio “New Deal” della Formazione e delle Politiche per il Lavoro in Puglia.

Per superare l’attuale frammentazione burocratica e la stratificazione normativa, non sono solo visioni strategiche, ma azioni operative declinate per aree di intervento, con l’indicazione esplicita dei livelli e uffici regionali chiamati alla corresponsabilità.

L’obiettivo è trasformare il sistema formativo in un comparto dinamico e trasparente, capace di garantire l’INNALZAMENTO DELLE COMPETENZE, LAVORO, SVILUPPO SOSTENIBILE, INNOVAZIONE, PARI OPPORTUNITÀ PER TUTTI I CITTADINI E LE CITTADINE PUGLIESI.  

Le LINEE DIRETTRICI del processo di innovazione e reengineering dei processi e dei servizi:

  • la spinta al cambiamento e al processo di reengineering della F.P. e delle Politiche per il Lavoro. È indefettibile che la Regione Puglia dedichi maggiore attenzione ad uno dei comparti produttivi più dinamici e strategici per l’occupazione, l’innalzamento delle competenze, la lotta alla povertà formativa; 
  • l’urgente, incisiva e chiara visione delle politiche formative e per il lavoro che garantiscano un’adeguata e qualificata “offerta formativa pubblica gratuita e politiche  pro-attive e attive per stimolare e qualificare l’occupazione”, soprattutto rivolte alle fasce più deboli ed emarginate della popolazione pugliese;
  • la necessità che siano messe in campo tutte le risorse, le migliori competenze ed energie, la creatività delle idee, il concreto impegno per rispondere – con modalità extraordinariæ – alle esigenze delle nuove generazioni portatrici di un diverso approccio al lavoro e alle attuali complessità del mondo “dei lavori” investito da una epocale rivoluzione tecnologica e organizzativa; 
  • l’effettiva e sempre auspicabile partecipazione – tra le parti sociali, attori territoriali e socioeconomici più rappresentativi – delle Associazioni degli Organismi F.P. e Agenzie per il Lavoro ai Tavoli PES, all’Osservatorio MdL, ecc. quale aspetto più visibile del principio del partenariato nei Fondi U.E. collegato a quelli della sussidiarietà e della proporzionalità, per l’assunzione  delle decisioni a forte impatto socio-economico assunte al livello più adeguato per un’efficace ed efficiente attuazione delle azioni, nel contesto di una ampia rete collaborativa in grado di mettere in comune risorse ed esperienze per la migliore governance;
  • la garanzia della qualità, trasparenza e eticità della titolarità degli interventi U.E. in capo agli Organismi attuatori, ex ante con un più rigoroso rinnovato sistema di “accreditamento” e certezza delle regole, in itinere mediante controlli con precisi KPI (indicatori chiave di performance) ed ex post con un sistema di rating e premialità. Così da valorizzare l’esperienza e le competenze dei soggetti coinvolti e la loro partecipazione attiva alla gestione del FSE e, in generale, dei Fondi Europei nelle varie fasi;
  • la certezza di un’azione amministrativa e burocratica informata ai principi di efficacia ed efficienza. In particolare, impegno al rispetto di tempi certi, definiti o indicati negli Avvisi pubblici, relativamente alla valutazione progetti, pubblicazione delle graduatorie, alle procedure e scadenze di  gestione dei progetti, alla liquidazione di acconti e saldi in base al SAL dell’iter progettuale;
  • la necessità che gli interventi finanziati U.E. di formazione professionale e politiche del lavoro –  di competenza esclusiva regionale – non diventino una “ricchezza in mano di pochi”, così scongiurando un inammissibile oligopolio ma ripristinando la sana, regolamentata e controllata competizione tra gli operatori economici, quale volano socio-occupazionale e, quanto ad impatti indiretti, moltiplicatore per il dinamismo economico del territorio
  • l’adeguamento dei percorsi formativi ai fabbisogni territoriali e del Mercato del Lavoro, ma mai rinunciando all’approccio della formazione, – quale processo educativo mirato a trasferire conoscenze, concetti e consapevolezza, focalizzandosi sul “sapere” e sul “perché”, – non alternativo ma complementare all’addestramento quale attività pratica orientata al “saper fare”. Mai come in questo momento di transizione epocale, è necessario formare lavoratori consapevoli e competenti e non working poor.

Ulteriori direttrici strategiche:

  • la piena transizione digitale del sistema regionale della formazione e delle politiche attive, mediante piattaforme integrate, dematerializzazione dei processi, FAD/e-learning regolamentata, tracciabilità, interoperabilità e maggiore accessibilità per cittadini, enti, imprese e pubblica amministrazione;
  • l’assunzione come asse trasversale dell’equità di accesso alle opportunità formative e lavorative, con misure specifiche per donne, giovani, persone con disabilità, soggetti vulnerabili, cittadini stranieri, detenuti ed ex detenuti, affinché la formazione diventi reale strumento di inclusione sociale e occupazionale; 
  • l’indispensabile aggiornamento costante del Repertorio Regionale, il riconoscimento e la certificazione delle competenze formali, non formali e informali, e l’effettività del diritto alla formazione permanente, alla riqualificazione e alla mobilità professionale lungo tutto l’arco della vita; 
  • la valorizzazione delle risorse professionali del sistema formativo, garantendo standard retributivi equi, qualità della faculty, regole omogenee sui rapporti di lavoro e contrasto al dumping contrattuale, quale condizioni essenziali per la qualità dei servizi formativi.

IN SINTESI, LO SVILUPPO – SUDDIVISO PER AREE – DEL NECESSARIO INTERVENTO DI MIGLIORAMENTO PROPOSTO DA ASSOAFOP

LE LINEE DIRETTRICI DELL’INNOVAZIONE E DEL REENGINEERING DEI PROCESSI E DEI SERVIZI 

  • AREA 1 – Governance, Concertazione e Trasparenza 
  • AREA 2 – Semplificazione Normativa e Quality Assurance 
  • AREA 3 – Puglia Digitale e Innovazione 
  • AREA 4 – Offerta Formativa Strategica e Mercato del Lavoro 
  • AREA 5 – Equità, Politiche di Genere e Inclusione Sociale 
  • AREA 6 – Repertorio e Riconoscimento delle Competenze

L’Assessore regionale ing. Eugenio Di Sciascio ha espresso l’apprezzamento per l’ampio e puntuale contributo propositivo di ASSOAFOP – quale Associazione più rappresentativa degli Organismi formativi che operano sull’intero territorio regionale –  assicurando la massima attenzione e volontà della Regione Puglia di qualificare sempre più l’offerta formativa pugliese attraverso un moderno sistema di valutazione delle performance, l’innovazione dei processi e dei programmi, la razionalizzazione delle risorse economiche e dei fondi europei, il rinnovato Osservatorio del Mercato del Lavoro pugliese con l’apporto di tutte le parti sociali. 

Cliccare sull’immagine per visionare l’allegato PROPOSTE PROGRAMMATICHE ASSOAFOP 2026-2030 PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E PER LE POLITICHE DEL LAVORO IN PUGLIA

Pubblicato da ASSOAFOP

Associazione degli Organismi Accreditati per la Formazione Professionale

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